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Corso di Danza Butoh a Lecce
Da Mercoledì 12 agosto 2009 a Giovedì 13 agosto 2009 Sono aperte le iscrizioni allo stage di mimo-butoh che nei giorni 12 e 13 AGOSTO Il maestro Mario Lombardi (laureato in storia del teatro e dello spettacolo; Direttore - Coreografo - Mimo della MimoButoh Florence Company) terrà, a Lecce.
Il BUTOH nasce a Tokyo negli anni sessanta, un periodo straordinariamente fecondo per le arti e lo spettacolo, denso di importanti cambiamenti in Giappone come nel resto del mondo. Il butoh condivideva con il teatro di quegli anni sessanta l’aggressività verso il pubblico e l’uso abituale della provocazione, il richiamarsi a miti arcaici, il deforme, la creazione di movimenti mai visti prima. Non si voleva parlare usando il corpo ma lasciare che questo mostrasse la sua verità. Nel linguaggio Kabuki (teatro tradizionale giapponese), BU significa ballare e muoversi elegantemente, con la parte superiore del corpo. TO significa calpestare, ed indica soprattutto il movimento dei piedi. Dunque il butoh potrebbe definirsi il prodotto del dialogo intimo tra il movimento delle mani e quello dei piedi, tra corpo e natura. In definitiva è anche definita danza delle tenebre, con esplicito riferimento anche ai lati oscuri, a ciò che rimane nascosto. I danzatori stanno attaccati alla terra, si rotolano, tengono le gambe curve e ripiegate verso l’interno come i contadini nelle risaie. Il butoh non è una tecnica, ma un metodo per risalire attraverso il corpo alle origini dell’esistenza e per rispondere alla domanda “chi siamo”: non è il corpo che si adegua al movimento astratto, ma è il movimento che si adatta al corpo esaltandone la visceralità, i sensi, il legame con la terra. Una ricerca feconda i cui risultati sono diventati patrimonio della danza mondiale. In secondo luogo vi è nel butoh la negazione dell’io, dell’individualità umana, attraverso un meccanismo di decostruzione che turba il pubblico, attravero la metamorfosi, il grottesco, con il dipingersi il volto ed il corpo di bianco, di cenere, come dimensione spettrale e comunque straniata. Altri denominatori comuni: l’uso della tensione muscolare, del vuoto, del ritmo. La capacità di mantenere un’estrema, continua tensione corporea è rimarchevole e produce una corrispondente forte tensione psichica negli spettatori. Il ritmo è dato da un movimento spesso molto lento che oscilla tra integrazione e disintegrazione, tra caos e quiete. Il pubblico è costretto ad essere attivo ad usare l’immaginazione per immergersi nel processo creativo, per osservare le sottigliezze: mostrare lo scorrere del tempo, alterandone la percezione abituale, è di fondamentale importanza per il butoh.
Luci, suoni, elementi naturali aiuteranno gli allievi a lasciarsi trasportare in una nuova e stimolante atmosfera.
provare un’ espressione butoh e’ lasciare la propria identita’ per risentirsi uomini feti, elementi di un cosmo... e’ l’essenza della nostra vita che ci richiama al nostro stato primordiale, dove il mondo si ferma per dare la possibilità di ascoltarlo.
i ritmi lenti, i gesti che parlano del cuore, non richiedono esperienza tecnica ma solo la voglia di fermare la corsa per visitare nuovi spazi della nostra anima.
Mario Lombardi, già incontrato qui a Lecce per alcuni stage, performance e spettacoli (prossimo 8 agosto, con start ore 23,00, con “MEDO” presso il lido Buenaventura a Torre Specchia marina di Vernole - Le), viene dal teatro di parola per poi lasciarlo e sposare il teatro gestuale; un mimo innamorato della danza, che nella sua disciplina unisce Lindsay Kemp a Pina Baush, il rock alla techno, poliedrico, estroverso e comunicativo, nel suo percorso ha scoperto la danza BUTOH aderendoci completamente con la sua arte e facendola sua.
non e’ necessaria alcuna esperienza pregressa nel campo del teatro e della danza
Info: 338.2709666 - 338.2555965
E-mail: info@teatrodanzaduende.it
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